
La carriera artistica di Joan inizia nel 1959, con la sua partecipazione al Newport Folk Festival e l'incisione l'anno successivo del suo primo album Joan Baez, una raccolta di ballate folk e blues eseguite per sola voce e chitarra che trova un moderato successo di pubblico.
Il suo secondo disco, Joan Baez, Vol. 2 (1961) diventa disco d'oro, così come i successivi dischi dal vivo Joan Baez in Concert, Part 1 e Part 2 pubblicati nel 1962 e 1963. In quegli anni Joan Baez emerge come esponente del revival del root-folk statunitense, presentando ai suoi concerti un allora meno famoso Bob Dylan e ispirando altre cantanti quali Joni Mitchell e Bonnie Raitt.
Durante questo periodo, in cui la guerra del Vietnam e la lotta per i diritti civili negli Stati Uniti diventano temi al centro dei dibattiti politici e sociali del paese, Joan Baez comincia a spostare la sua attenzione su di essi, fino a rendere la sua musica ed il suo impegno politico sostanzialmente inseparabili. La sua esecuzione di We Shall Overcome alla marcia di Martin Luther King a Washington la unì definitivamente a quell'inno; iniziò inoltre nei suoi concerti ad esprimere più esplicitamente la propria contrarietà alla guerra in Vietnam annunciando pubblicamente la propria obiezione fiscale alle spese militari, rifiutandosi di pagare il 6% delle tasse - la quota destinata al ministero della difesa - e incoraggiando l'obiezione di coscienza al servizio militare. Nel 1965 fonda l'Institute for the Study of Nonviolence.
Nel 1968 sposa David Harris, un esponente del movimento pacifista imprigionato per la sua renitenza alla leva; il matrimonio durerà fino al 1973. Harris, fan di musica country, sposta lo stile di Joan verso il country-rock più complesso di David's Album. Lo stesso anno Joan Baez si esibisce al festival di Woodstock ottenendo una risonanza musicale e politica a livello planetario, in special modo dopo la diffusione dell'omonimo film-documentario dedicato al festival. La sua interpretazione di The Night They Drove Old Dixie Down, del 1971, diventa uno dei 10 singoli più venduti negli Stati Uniti.
L'impegno politico di Joan Baez non viene meno negli anni. Durante il Natale del 1972, si unisce ad una delegazione pacifista che attraversa il Vietnam del Nord sia per chiedere il rispetto dei diritti umani nello stato, che per consegnare la posta e gli auguri natalizi ai prigionieri di guerra statunitensi. Durante il suo soggiorno si scatena su Hanoi il "bombardamento di Natale" ordinato da Richard Nixon: per undici giorni la città viene bombardata ininterrottamente.
Nei primi anni '70, Joan dedica molto del suo tempo a sostenere la fondazione della branca statunitense di Amnesty International. Denuncia inoltre le violazioni dei diritti umani nel Vietnam comunista attraverso la pubblicazione (il 30 maggio 1979) di una lettera aperta in cui accusa il regime di avere creato un incubo. Si reca nel 1981 in Cile, Brasile e Argentina, ma in nessuno dei tre paesi le viene permesso di esibirsi, i governi locali non desiderano che le sue opinioni sulla tortura e sulle sparizioni raggiungano il pubblico vasto che altrimenti avrebbe. Un film dello sfortunato tour, There but for Fortune è stato trasmetto dal canale televisivo pubblico statunitense (la Public Broadcasting Service) nel 1982.
Joan Baez apre la parte di concerto di Philadelphia del Live Aid del 1985 e tiene negli anni successivi diversi concerti a sostegno di altre cause, tra cui l'attività di Amnesty International.
Nell'agosto del 2005 partecipa in Texas al movimento di protesta pacifista avviato da Cindy Sheehan, il mese successivo canta Amazing Grace durante il "Burning Man festival" come parte di un tributo alle vittime dell'uragano Katrina e nel dicembre 2005 partecipa alla protesta contro l'esecuzione di Tookie Williams.
Joan Baez ha un figlio, Gabriel Harris, e attualmente vive a Woodside, in California.

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